fino alla prossima guerra.

Non era diverso dagli altri eppure non uguale. Ai margini della sua esistenza riposavano, gentili, le dolcezze dell’infanzia, le carezze infinite della madre, i cipigli seriosi del padre, e le risate, le infinite risate della famiglia, i sorrisi incatenati agli abbracci, l’irrompere tonante e fragoroso dell’ilarità paterna, lo scampanellio argentino della sorella, la squillante e contagiosa risata del fratello, il cinguettio soave dei nonni, palombelle a tutti gli effetti, e la cristallina cascata, note sui denti e sulle labbra, della madre. Ai margini riposavano, dicevo, che egli non era memore e tanto meno conscio della stabilità che le gioie infantili regalano.

Non diverso, non uguale
Normale, chiamatemi banale,
la mia forza è l’uso,
il mio motto abuso,
triste il riso e il viso
alla vita appena schiuso
fino alla prossima guerra.

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